Psicologia

LA VENDETTA:

Fidanzato respinto realizza sito porno con foto della ex

29/07/2003
Respinto, realizza un sito con foto ose' della fidanzata con tanto di numero telefonico della ragazza. E' accaduto a Busto Arsizio, in provincia di Varese. I carabinieri sono intervenuti dopo la denuncia della giovane, poco piu' che ventenne, esasperata dalle telefonate moleste. Le forze dell'ordine hanno in seguito scoperto che le fotografie in questione non erano altro che fotomontaggi, ma il responsabile dovra' comunque rispondere dell'accusa di minacce, diffamazione, violazione della legge sulla privacy e molestie telefoniche.

Se a vendicarsi è l’ex fidanzata

È la sera del 9 agosto del 2001. Gian Mario Gattu, 40 anni, imprenditore nuorese, esce dalla casa della sua fidanzata. Sono le 21,30. Quattro ore dopo due ragazzi lo trovano semincosciente a due passi da un centro commerciale e a duecento metri di distanza dalla sua Porsche. Cercava aiuto. Torso nudo, mani legate con il filo elettrico, nastro adesivo attorno al collo, sangue abbondante nella parte bassa dell’addome, racconta che qualcuno lo ha semievirato. Rimane in rianimazione per una settimana, poi il ricovero in urologia. Il 18 viene dimesso. Dice di non ricordare granché, ma è certo di essere stato drogato e aggredito da ignoti, non sa spiegare per quale motivo. Ridimensiona i danni («non ho subito la semievirazione ma solo alcuni taglietti») e rassicura le interessate: «Sono tornato normale».
Gli inquirenti seguono la pista passionale, sondano nella vita dell’uomo. Pensano ad una spedizione punitiva. Il 23 dicembre indagano la ex fidanzata, Maria Melis, 37 anni, casalinga, e altre due persone. Lei respinge le accuse, ma alcuni testimoni assicurano di averla vista allontanarsi dal luogo dell’aggressione. Un mese dopo tenta il suicidio ingerendo una forte dose di barbiturici. Poco prima aveva inviato un sms d’addio all’ex fidanzato. Si salva. Non si sa ancora se sia stata lei. (f. ma.)

Messaggi e foto hard su Internet per vendicarsi della professoressa

Asti Assediata di giorno e di notte dalle telefonate sul suo cellulare da focosi giovanotti, una professoressa di lettere di Asti ha scoperto di essere finita su una linea erotica di Internet. A giocarle il brutto tiro, inserendo false foto in pose assai eloquenti e il suo numero di cellulare era stato un suo studente, un ragazzo di 16 anni. Dati, immagini e proposte indecenti erano stati inseriti in una chat-room usando come nick-name “Sexy-proffa”. Lo studente ora rischia grosso: scoperto dopo la denuncia presentata dalla professoressa, è stato segnalato dalla sezione minori della questura di Asti alla Procura per i minorenni. Il ragazzo, da qualche settimana aveva aperto una chat-room con il nick name Sexy-proffa. Dietro questa falsa identità ha preso contatti con numerosi frequentatori della chat, soprattutto uomini; ha immesso in rete fotografie di donna presentandole come quelle della sexy-proffa, ha dato il nome di battesimo dell’insegnante e ha divulgato in chat anche il suo numero di cellulare. L’inchiesta è partita quando alla donna sono arrivate le prime telefonate con la richiesta di incontri sessuali. I poliziotti astigiani con i colleghi della polizia postale di Torino, specializzati nei reati compiuti in rete, sono risaliti al provider e infine all’utenza telefonica dalla quale venivano trasmessi i messaggi in chat.
Ieri sera è scattato il blitz nella casa del giovane, situata in un elegante stabile del centro cittadino. Alla presenza dei genitori e di due fratelli più piccoli, il giovane è crollato in un pianto disperato e ha confessato le sue responsabilità. Il padre lo ha poi letteralmente trascinato per le orecchie e lo ha portato dalla professoressa per chiederle scusa.

Dà fuoco al paese di Lundo per vendicarsi, arrestato il «piromane»

TRENTO - È di origine dolosa l’incendio che la scorsa notte ha distrutto sette case dell’abitato di Lundo, paesino trentino di 130 anime, lasciando senza tetto 8 famiglie per un totale di 15 persone, e costringendone altre 50 a lasciare le proprie abitazioni. I carabinieri hanno infatti arrestato il presunto piromane, un uomo di 63 anni del luogo. Si tratta di Ludovico Sansoni, abitante a pochi metri dal teatro dell’incendio, già in precedenza indagato per episodi simili, anche se di minori proporzioni, accaduti nella zona e sul quale erano già in corso indagini. Gli inquirenti non hanno ancora fornito chiarimenti sulla personalità dell’uomo, ma c’è un precedente inquietante nel suo certificato penale: nel maggio scorso è stato condannato a un anno e 10 mesi di reclusione per una violenza sessuale compiuta su un’anziana ospite di una casa di riposo. Gli abitanti di Lundo avrebbero dimostrato un certo timore a testimoniare contro di lui, forse per paura di ritorsioni. Ma è stato grazie alle loro dichiarazioni, insieme ad altri elementi raccolti dai carabinieri di Riva del Garda, che si è arrivati a Sansoni. Gli inquirenti parlano di «diversi, gravi e concordanti indizi di colpevolezza» che hanno convinto il pm Alessandra Liverani a emettere il mandato di arresto per incendio aggravato. I danni ammontano, secondo una prima stima, a circa 3 milioni di euro, quasi 6 miliardi di lire. Le operazioni di spegnimento delle fiamme sono state ingenti e hanno impegnato oltre 150 vigili del fuoco tra permanenti e volontari della zona e del circondario. L’allarme è scattato poco dopo mezzanotte e le fiamme sono state domate solo nella tarda mattinata. Il fuoco è stato alimentato dal legno dei tetti e dal fieno accumulato sulle soffitte. Inoltre la vicinanza tra una casa e l’altra, tipica degli antichi agglomerati alpini, ha facilitato il propagarsi delle fiamme. Il centro storico di Lundo, frazione del Comune di Lomaso, a una trentina di chilometri a ovest di Trento e una ventina a nord di Riva del Garda, era tutelato da una legge della Provincia autonoma di Trento.

Com'è dolce vendicarsi

In Germania lo fanno in rete

Riconoscete quel gusto amaro in bocca? Probabilmente è il sapore del sopruso al quale siete stati sottoposti, dell'umiliazione subita, della carognata inflittavi dal vicino di casa o dal collega sgomitone. Altro che amaro, brucia. E con il rancore cresce anche la sensazione d'impotenza. Se vi riconoscete in queste righe, vendicatevi! Iscrivetevi al "Rache ist suess", un club tedesco per i fan della vendetta in rete.

Il sito nasce dall'esperienza di lavoro in un ufficio legale di un giovane studente di giurisprudenza, Björn Jörges. Il giovane è osservatore e nota che la gente che si affida agli avvocati ne rimane sempre insoddisfatta. Folgorato da questa rivelazione, ci pensa su, elabora la sua teoria e conclude la sua meditazione con un perentorio: «le persone quando si rivolgono alla legge non cercano giustizia ma vendetta».

Dalla rivelazione il giovane passa all'azione. Apre un sito "Vendicarsi è dolce" ed è subito successo: 30mila visite al giorno. Altro che duello al fioretto, qui sono cannonate. Ma vendicarsi costa - anche se gli iscritti al club non pagano un pfennig - e così, con l'aiuto di 50 tecnici finanziati dai proventi derivati dalla partecipazione a talk show televisivi, Björn Jörges riesce a gestire quest'enorme carrozzone vendicatore.

Il sito offre di tutto. Esperienze penose, suggerimenti stravaganti e fantasiosi per vendette saporite, consigli, aiuto psicologico, etc. Il successo dell'iniziativa sembra trovare origine nelle storie di ordinaria follia che popolano la vita di tutti i giorni, quei piccoli drammi che si consumano tra vicini di casa, colleghi di lavoro e altri spiacevoli elementi della fauna umana: dall'invidia per la macchina del vicino, ai lavori di ristrutturazione della casa che non finiscono mai, passando per la fidanzata che ti molla per mettersi con il tuo miglior amico. Che rabbia.

Sfogatevi dunque. E fatelo alla grande, magari in televisione. Tutto questo è possibile su "Rache-ist-suess", basta solo dare il proprio consenso. Siete ancora indecisi? Suvvia, basta solo ricordarsi che la vendetta è un piatto che va consumato freddo. Meglio ancora se dolce...

Amare e' un'arte difficile. Molte persone mescolano l'amore con il piacere sadomasochistico ed il regista Polansky evidenzia con questo film la necessita' di svuotarsi dal bisogno di questo piacere sadomasochistico che nasce o da una visione malsana o da un progetto vendicativo. E' la storia di un viaggio su una nave in crociera. Due coppie. Una sta scivolando irreversibilmente verso la tragedia. L'altra ha ancora la possibilita' di salvarsi e di uscire da un gioco al massacro che puo' perderla. La coppia giovane e' in viaggio verso l'India alla ricerca di una nuova visione, di una spiritualita' diversa. Sulla nave i due incontrano un signore indiano con la figlia. Mentre stanno sul ponte della nave, appare all'orizzonte un arcobaleno che rappresenta la speranza di un rapporto d'armonia e di pace. I due incontrano anche l'altra coppia presente sulla nave che rappresenta la malattia, il piacere , la persecuzione. Questo incontro rappresenta la necessita' di conoscere ed accogliere una parte di se stessi che deve morire o trasformarsi. Perché Mimi' ed Oscar sono scivolati nel sado- masochismo? La storia ci fa vedere come nei due ci sia la volonta' di preferire la possessivita', il narcisismo e la vendetta invece di coltivare i propri progetti individuali o costruire un progetto di coppia.

Preferiscono autopunirsi o vendicarsi invece di nascere alla vita. Mimi' e' una giovane ballerina che rinuncia ai suoi progetti per dedicarsi completamente al piacere del rapporto con il suo uomo, Oscar, che e' un giovane scrittore senza successo. Dopo la fase dell'innamoramento i due si chiudono alla vita scivolando in un rapporto possessivo e senza progetti. Questo vuoto li portera' lentamente a un rapporto sadomasochistico . Piu' volte hanno la possibilita' di cambiare , di scegliere diversamente ma non lo fanno. Mimi' ad esempio , dopo essere stata abbandonata sull'aereo, torna e si rimette insieme ad Oscar per vendicarsi per tutte le ferite che Oscar le ha inferto. Se prima nel rapporto ha vissuto il masochismo adesso puo' vendicarsi sadicamente. Questo desiderio di vendetta poggia frequentemente su un progetto piu' antico. E' un progetto di vendetta che e' nato nel rapporto con la madre per una ferita narcisistica da trauma che puo' collocarsi o nella fase intrauterina o nella fase orale. Le frequenti immagini del mare dall'oblo' della nave fanno pensare piu' ad un trauma in fase intrauterina.

L'Io fetale in questa fase puo' percepire il rifiuto della madre come una ferita al suo narcisismo. La rabbia e l'odio contro l'aggressore sono tali che il feto o decide di abortirsi oppure, se la sua voglia di vita e' piu' forte, e' costretto ad incapsulare tutto l'odio e la voglia di vendicarsi per nascere. Dovra' fare i conti da adulto con questa mina interna. Il senso di pienezza che non ha vissuto nella fasi intrauterina si trasformera' in un bisogno avido di avere che non trovera' mai soddisfazione. Oscar ha avuto dalla vita un'eredita' . Puo' considerarsi fortunato ma la sua avidita' e' tale che egli deve possedere mille donne senza saziarsi mai. E' un Io che non e' mai nato e' un uomo totalmente immerso nei suoi bisogni e non riesce a vedere gli altri. E' un uomo cinico che si e' alienato totalmente dalla colpa. Tutto e' lecito In realta' e' pieno di odio e di disprezzo per la vita. Il suo rancore per non essere nato e' enorme. Ed ecco nascere un Io persecutorio rappresentato da Mimi' che lo perseguita e lo fa sentire colpevole. La sua colpa e' di non essere nato come Persona , capace cioe' di amare, prima di tutto se stesso e poi un Tu. L'omicidio-suicidio rappresenta cosi' la morte del sadomasochismo, la morte del predominio della parte psichica per fare emergere la parte piu' sana della persona, per fare emergere il proprio Se'. L'Io- Persona potra' cosi' iniziare un nuovo cammino dove sara' possibile creare armonia con i progetti del Se' e i desideri dell'Es. Le ultime immagini del film con il sole che si accinge a nascere rappresentano infatti la possibilita' che l'uomo moderno ha di nascere ad una nuova vita a patto che riesca ad uscire dal sadomasochismo e avendo dentro di se' una visione piu' sana della vita .

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